Fiorentina-Inter 4-3. Il Rinascimento continua.
L'Inter va a Firenze a celebrare il Rinascimento (il proprio): nella città che ha elaborato la novità più rilevante del pensiero filosofico rinascimentale, cioè la riscoperta di Platone (fondazione dell'Accademia Platonica di Firenze).
Di Platone innanzitutto vengono letti in originale un maggior numero di dialoghi rispetto al Medioevo: e anche l'Inter si è apprestata a leggerne alcuni. Ha scelto soprattutto il FILEBO che si occupa del Bene.
E subito l'Inter si chiede cos'è il bene. Per prima cosa il bene è vincere. Vincere per dare alla classifica una più adeguata posizione. Dunque una vittoria con la Fiorentina dovrebbe confermare l'attuale condizione (soddisfacente). Il bene è vincere per i tifosi nerazzurri che negli ultimi tempi, di stress ne hanno patiti parecchi. Il bene è vincere per dare più respiro a un traballante bilancio economico.
Per Platone il bene non è una supersostanza, ma la forma di vita propria dell'uomo giocatore e la ricerca del bene è la ricerca di quale sia questa forma di vita.
Sempre per Platone deve essere una vita mista di piacere e intelligenza. E al Franchi l'Inter ha cercato di più il piacere o l'intelligenza?
Ha cominciato con il piacere: dopo un minuto un gol trionfale di Barella su assist di Lautaro. Dopo qualche minuto Lautaro segna a sua volta una rete memorabile. Poi l'Inter cerca di gestire, cioè ricorre all'intelligenza, che però non basta giacché si arriva al pareggio.
Infine i giocatori interisti decidono di divertirsi ancora e passano in vantaggio ma la Fiorentina, che mette la partita sulla gagliarda competizione, pareggia.
Non è finita, con l'Inter non è mai finita E a pochi minuti dalla fine fa il quarto gol. La maglia gialla ha portato fortuna. Tutto bene, maledettamente bene.


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