Roma-Inter 0-1. Una prova di virtù.
La virtù per una certa
parte importante della filosofia è fondata sull'utile e non sul bene.
Per questo, per qualcuno, non è così importante giocare bene, ma portare
a casa i 3 punti.
Il sofista è colui che
possiede e insegna la virtù dell'accortezza. La virtù di saper scegliere
ciò che è utile per sé e per la polis (la squadra) in determinati
momenti. È quello che si è cercato di fare nella trasferta di Roma.
Trasferta difficile e cominciata male con due infortuni determinanti a Çalhanoğlu e Acerbi: fatto che ancora più avrebbe consigliato una
ostinata ricerca del risultato a scapito dell'edonistica forma.
Invece l'Inter ha giocato con forza, senso compatto di squadra, fluidità, tattica, estetica. È questa la grande virtù dell'Inter: essere brava, essere bella.


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