Bayer Leverkusen-Inter 1-0. La lezione bavarese.

Parlare di questa partita è come parlare di un tradimento doloroso che si fatica ad accettare e comprendere. L'Inter negli ultimi anni si era fatta a livello internazionale una reputazione di squadra ben organizzata, sia in attacco che in difesa, piacevole da guardare, temibile da incontrare.
 
La bellezza del gioco è collegata all'eros, in grado di portare lo spettatore all'idea di bene e di manifestare sensibilmente l'assoluto. Plotino ne dà una visione ancora più intellettualistica e teologica: la bellezza è l'unica cosa visibile capace di guidare l'anima nel suo "metafisico cammino di ritorno" all'Uno "fonte di ogni bellezza".


Ecco che nella gita bavarese sono mancati gli elementi indispensabili per la messa in opera di un confronto che dimostrasse la fonte della vera bellezza del calcio, e cioè: 1) l'unicità,  2) l'espressività, 3) la rottura con le modalità più ovvie. Nessun tiro in porta per tutto il secondo tempo. Una formazione barzelletta. Una ricerca fanatica di pareggio fino a un minuto dalla fine, quando il meritato castigo arriva inesorabile per chi ha volontariamente rinunciato a una originale creazione di valori.

 

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