Milan-Inter 1-1. Un derby immateriale.

3 gol annullati all'Inter. 3 pali colpiti dai nerazzurri. Una quantità infinita di palle gol, di fatti a favore dell'Inter, di continue conferme di una superiorità evidente. 

Così era percepita la beneamata. Eppure fino a un minuto dalla fine il Milan manteneva un vantaggio difeso accanitamente per tutto l'incontro, confermando la tesi di Berkeley riassunta nella celebre formula "esse est percipi" (essere è essere percepito) che significa che per esistere una cosa deve essere percepita oppure essere l'ente attivo che percepisce.

Questa impostazione viene definita dallo stesso Berkeley "immaterialismo" nel senso che non esiste distinzione tra cose reali e cose percepite dal momento che esse coincidono. Così fino all'ultimo si è percepito che il Milan potesse prevalere nel derby milanese perché poteva risultare che interpretasse la squadra migliore. 

E invece....... 

Commenti

Post più popolari