Benfica-Inter 3-3. La nascita della tragedia.
Come insegna Nietzsche la tragedia trae origine dagli impulsi dualistici che caratterizzano radicalmente lo spirito del mondo e poi attraversano con il loro gioco dialettico l’intera cultura umana: l’Apollineo, che è l’ impulso solare della forma armonica e il Dionisiaco, che è l’ impulso vitale e caotico dell’ ebbrezza creativa.
L’Inter entra in campo completamente rimaneggiata facendo uso di tutte le seconde linee che non essendo abituate a giocare insieme, dunque senza conoscere i meccanismi automatici del gioco d’insieme, interpreta l’Apollineo come sinonimo di mollezza e inadeguatezza e nel giro di 33 minuti sperimenta, per bravura del dionisiaco João Mário e per l’ignavia interista, l’orgasmatico vantaggio del Benfica del tre a zero.
Dopo l’intervallo però rientra in campo un’altra Inter, dove Apollineo e Dionisiaco si fondono in modo perfetto sino a produrre il sorprendente pareggio del tre a tre, sfiorando la vittoria.
Addio tragedia e ben ritrovata reputazione, con tanti ringraziamenti sia ad Apollo che a Dionisio, affermando i valori che derivano dall’accettazione entusiastica della vita così com’è, anche nei suoi lati crudeli. È volontà che si vuole affermare quale volontà. Brava pazza Inter.



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