Argentina-Messico 2-0- Dalla metafisica al neopositivismo.

 
Poteva cadere una stella ma il grande Messi ha tolto le castagne dal fuoco all'Argentina segnando un gol bellissimo e firmando una partita ostica in cui la
squadra ha faticato più del previsto, con un Lautaro, gioiello dell'Inter, ancora sotto tono. 

Per cercare delle spiegazioni ricorriamo a Carnap. Muovendo dal presupposto che unicamente gli asserti empiricamente verificabili sono dotati di senso, i tradizionali termini ricorrenti nel discorso
metafisico ("assoluto", "Dio", "eterno", "l'origine divina dell'Argentina") vengono svuotati di significato e dichiarati del tutto inconsistenti a causa della loro obiettiva non verificabilità entro l'ambito dell'esperienza. 

Una teoria che ci è stata confermata oggi, quando abbiamo constatato come la metafisicità dell'Argentina si scontrava contro il fatto che il Messico teneva sotto tensione la squadra di Lautaro che si sentiva sull'orlo del burrone. 

Eppure la supposta divinità dell'Argentina, sull'onda della filosofia analitica, continua
a vedersi assegnare un significato
extraconoscitivo, valido come espressione di una visione del mondo non
argomentata, dunque né fondata, né in definitiva razionale. 

Vedremo con la Polonia che conferme o smentite potremo avere.

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