Inter-Roma 1-0. Lukaku addio.

Centrale al dibattito pre-partita è stata la faccenda dei fischietti. Prima minacciati 50.000 fischietti da attivare contro Lukaku, il traditore, per tutti i 90 minuti della partita. Poi, proibiti dal questore di Milano in modo ridicolamente autoritario: come proibire le mutande nerazzurre.

È così che c'è tornato in mente il famoso Saggio sulla tolleranza di John Locke e con esso il pensiero del filosofo inglese, compresa la sua critica all'innatismo.

Esistono, si chiede Locke, idee possedute da tutti gli uomini, cioè dagli adulti come dai ragazzi, dagli intelligenti come dagli idioti? Idee come "nessuna squadra al mondo vale l'Inter"?

Secondo Locke nessuna idea si trova nelle condizioni testé accennate. Dunque, conclude, non esistono idee innate. Evidentemente questa facile dimostrazione non risulterebbe sufficiente agli occhi di Cartesio, secondo cui un'idea è innata quando l'essere pensante è in grado di ricavarla da se stesso. 

Bisogna però riconoscere che per Locke, il quale identifica l'esistenza di un'idea in noi con la coscienza della medesima, essa è perfettamente calzante. 

Allora, se non esistono nella nostra mente idee innate, bisognerà concludere che la mente è come un foglio bianco, una tabula rasa che non troverà in se, fin dall'inizio, alcuna idea già completa. Ed è da partite come questa con la Roma che si riforma o si deforma l'idea del primato interista. Una partita come questa serviva proprio per contribuire a formare una forte idea di Inter. Così è stato. Ed è con gol di Thuram, che ha di fatto sostituito Lukaku, che l'Inter è tornata in vetta alla classifica.

Si forma così l'idea che ci resteremo fino alla fine.

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