Inter-Barcellona 1-0. Eraclito e il ciuffo di Lautaro.
![]() |
“Panta
rei”, dice il filosofo, “tutto scorre”. E continua: “La realtà è come
un fiume che non permette mai di immergersi nella stessa acqua.” Sembra
un concetto favorevole all'Inter per la quale a forza di nuotare nel
guano ipotizza un cambio di bacino con acque meno torbide e mefitiche.
Eraclito
però aggiunge: “Ho una visione dualistica” e gli stuart interpretano
così: a lui sembra che i giocatori del Barcellona siano almeno il
doppio. “Ma no,” ribatte Eraclito, “voglio dire che per me l'unità
scaturisce dalla sua stessa molteplicità. È la stessa cosa in noi
(quando dice noi intende l'Inter): il vivo e il morto, il desto e il
dormiente, il giovane e il vecchio, perché queste cose mutandosi, e
tutto muta, diventano quelle”. La realtà insomma, in continuo divenire,
si alimenta della lotta dei contrari.
In attesa del loro divenire quelli dell'Inter se la giocano e prima della fine del primo tempo Santo Çalhanoğlu confeziona un gol superbo.
71.000
spettatori collassano in uno spasimo disumano per tutto il secondo
tempo fra gol annullati, fuorigioco del ciuffo di Lautaro e falli di
mano che invalidano il pareggio dei Catalani. Fino agli incomprensibili 8
minuti di recupero finali.
Alla fine l'Inter si porta a casa il risultato con caparbietà abnegazione coraggio. È un'Inter nel suo nuovissimo abito di divenuta.



Commenti
Posta un commento