Inter-Napoli 1-1. Ricominciamo.

L’assoluto come identità di due forze, l’una soggettiva o ideale, cioè consapevole, l’altra oggettiva, naturale, cioè inconsapevole, si ritrova e si manifesta in quel dominio che è proprio della libertà umana, nel dominio della storia. 

E proprio qui volevamo vedere a che punto è l’Inter e la sua volontà di reagire, dopo il violento shock dell’eliminazione dalla Champions League.

Quanto avrà influito la sconfitta con l’Atletico sulla tenuta psicologica e financo fisica dei giocatori interisti? C’è toccato incontrare il Napoli, proprio nel momento topico della storia nerazzurra. La necessità di reagire con determinazione agli eventi è diventata centrale per il controllo della stagione. 

Ma l’uomo non è libero in quanto si identifica con l’assoluto che è superiore alla stessa libertà, né è libero in quanto è pura oggettività naturale, perché come tale è semplicemente determinato. È libero soltanto in quanto oscilla tra la soggettività e l’oggettività e si riporta al principio assoluto di entrambe. Ora la necessità in opposizione alla libertà, ci insegna Schelling, non è altro che l’ inconscio. Ciò che è intuitivo è involontario, ciò che è coscienza, è volere.

La partita con il Napoli ha dimostrato la perfetta parità fra i due poli. Infatti finisce in un pareggio. Meglio di niente. 

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