Inter-Lecce, 2-0. Ecco il principio di verificazione.
Dopo l’infortunio di Lautaro e il suo scompenso psicologico dovuto al fallito rigore, ecco aggiungersi il nuovo infortunio di Dimarco.
C’è pertanto l’eventualità di un improvviso sbandamento e pertanto si suggerisce un’analisi puntuale sullo stato di tenuta e di resistenza. Cosa di più a proposito di questa partita che nella sua apparente facilità nasconde torbide insidie?
Il processo di verificazione implica solitamente il reperimento di una “prova”. Tale prova può essere di tipo empirico (ricorso ai fatti, sia dell’esperienza, sia di tipo intuitivo).
Il principio di verificazione è divenuto un principio filosofico fondamentale col Neopositivismo, che lega alla verificazione di tipo empirico di un enunciato non solo il valore di verità ma anche di significato.
La prova che cercavamo è “la tenuta”. A differenza dell’anno scorso dove una batosta poteva produrre un immediato rallentamento, quest’anno la resistenza psichica e fisica sono vincenti. E la partita con il Lecce l’ha dimostrato.
Bisseck ha dimostrato in pieno il suo valore e perfino Arnautović, che sbaglia gol già fatti, è stato artefice di un assist perfetto.


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