Inter-Atalanta 4-1. I nerazzurri fanno la storia.

La partita con l'Atalanta è una di quelle destinate a entrare nella storia, la materia di Tucidide, il filosofo della storia, per diversi motivi.

Innanzitutto Tucidide ci insegna che non v'è un fato che regge la storia e non v'è un ciclo nel quale essa si ripete. Il processo della storia si articola secondo il mobile gioco delle volontà umane e delle condizioni obiettive nelle quali si dispiegano. Se vi è una casualità ciò è dovuto alla provvisoria incapacità del progetto razionale di tener conto di tutti i fattori e di tutte le circostanze. La casualità è quindi un limite, ma anche un compito di costruire progetti sempre più efficienti.
 
 
È quello che ha fatto Inzaghi mettendo a punto il suo inedito stato di forza: il calcio totale a rastrelliera. Il terzetto estremo dei difensori va all'attacco abbandonando la trincea davanti al portiere. Nel contempo il terzetto dei centrocampisti retrocede occupando le posizioni lasciate dalla difesa. Tutto questo a grande velocità e perizia disorientando e sorprendendo gli avversari.
 
Così l'Inter firma una nuova pagina di storia tornando in testa alla classifica e dando una mortificante lezione a un'ATALANTA brutalmente ridimensionata con un entusiasmante poker di reti.

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