Inter-Sampdoria 3-0. La terra è rotonda.

La città che ha dato i natali alla Samp e a Cristoforo Colombo ci ricorda la grande idea del sommo navigatore: la terra è rotonda. E, aggiungiamo noi, anche la palla che corre insondabile fra le gambe dei giocatori dell'Inter e della Samp. 

La non prevedibilità della palla viene chiosata da un altro grande detto: quello di Galileo Galilei, eppur si muove. Ma allora com'è che per i primi venti minuti della partita l'Inter fa così fatica a muoverla? Forse la palla che gioca l'Inter è quadrata o forse la Samp ha più grinta. Poi però i giocatori dell'Inter riscoprono la sfericità del pallone e allora sono guai per la squadra condotta dall'indimenticabile Stanković.

Occorre dire che a questo punto entra in campo anche la teoria di Tartaglia. Costui, coevo di Colombo, ha studiato scientificamente un problema pratico come il moto dei proiettili e quindi dell'impeto e la precisione con cui il pallone finisce in rete. Una trattazione condotta su una astrazione semplificativa della realtà empirica che ben si presta a una elaborazione matematica. Il moto è perciò studiato nelle sue caratteristiche cinematiche e non più come accadeva con Aristotele nella sua presunta natura metafisica.
 
Tutto questo per dire che de Vrij prima, Barella e Correa (finalmente sia Grazia ai santi filosofi) poi, centrano e trafiggono inesorabillmente la porta della Samp. Una grande Inter.

 

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