Inter-Torino 2-0. Un gran bene: la seconda stella.

Secondo Platone, la vita dell’uomo non può essere una vita fondata solo sul piacere. Una vita simile, che escluderebbe perfino la coscienza del piacere, è propria dell’animale, non dell’uomo.

Ma allora vincere la seconda stella è solo una manifestazione di puro piacere? No, è un’espressione del bene. Un misto di piacere e intelligenza, cioè la forma perfetta del bene.

Il bene diventa qui un problema di misura, di proporzione, di convenienza. Platone ricorre ai concetti pitagorici del limite e dell’illimitato. 

Ogni mescolanza ben proporzionata è costituita da due elementi. Uno è illimitato ed è suscettibile di essere aumentato, come il piacere. L’altro è il limite, cioè l’ordine, la misura, la tattica ben eseguita. Da questa impostazione arriva lo stile e l’eleganza con cui l’Inter ha vinto il 20° scudetto. Perché non bastava regalare ai tifosi la seconda stella, ma bisognava vincerla con stile, lo stile Inter, garantito dall’unità del gruppo e dal genio nerazzurro.



Commenti

Post più popolari