Inter-Bologna 6-1. È la legge, bellezza!

Reduce dall'esperienza dell'immenso dolore (la sconfitta con la Juventus) l'Inter ha incontrato il Bologna (con il quale permane un sordo rancore per il motivo che ci ha fatto perdere lo scudetto lo scorso anno).

Dobbiamo però ricorrere alla ragione per capire le cause logiche della caduta e ci accorgiamo che ci sono nel calcio delle leggi ferree dalle quali non si può prescindere (una robusta difesa, un dinamico centrocampo, un attacco gagliardo e inesorabile). 
 
Parlando di leggi il pensiero va alla più antica università europea, quella di Bologna appunto e al suo celeberrimo maestro, Irnerio, che nella sua facoltà di diritto ha commentato e glossato, con metodo critico del tutto nuovo, tutto il nuovo codice giustinianeo. Se Irnerio fosse vissuto ai tempi dell'Inter avrebbe scritto il CODEX VICTORIAE. 
 
Il termine Universitas con il quale si designa l'associazione di tutti gli studenti e i docenti è sinonimo di corporazione, dunque di squadra. Una compagine di gioco strettamente interconnessa dove tutti aiutano tutti. E questa è un'altra legge fondamentale. 
 
L'inter nella partita con il Bologna ha seguito tutte le leggi e i risultati si sono visti. Dopo che il Bologna è passato in vantaggio per una deviazione fortuita, l'Inter si è applicata totalmente portando a segnare Dzeko, Dimarco (2) Lautaro, Çalhanoğlu, Gosens. 
 
6 a 1. È la legge dei numeri. È la legge del più forte, bellezza.

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