Atene-Sparta 5-1. La guerra del Peloponneso.

Era molto atteso questo incontro per l'assegnazione del primato fra le due massime potenze (oggi) della Patria Calcistica. Due filosofie che pretendono il primato. L'Inter-Atene predica le quattro virtù di Platone: saggezza, temperanza, giustizia, coraggio. Il Milan-Sparta privilegia l'argomento teleologico (dalla parola greca telòs = scopo) chiamato talvolta "argomento del progetto", una squadra che ha la convinzione di essere stata perfettamente progettata in tutti i suoi reparti. Dunque: aggressività, difesa alta, velocità.

La tenzone segna subito un colpo per l'Inter, frutto del dardo infallibile di Mkhitaryan (saggezza). Segue l'elegante azione di Thuram (temperanza) che porta a due il vantaggio per l'Inter.

Nel secondo tempo la velocità di Leao sembra riaprire i giochi. Ma la saggezza tattica di Mkhitaryan assegna di nuovo un punto a favore dell'Inter.

La superiorità dei neroazzurri trova una nuova affermazione grazie al rigore realizzato da Çalhanoğlu (giustizia). Per finire, con un quinto gol, da parte di Frattesi (coraggio).

In conclusione il povero Milan-Sparta incassa la quinta sconfitta consecutiva di questa irripetibile Guerra del Peloponneso, che segna il primato all'intelligenza di Inzaghi-Atena.

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