Juventus-Inter 2-0. Vince il male assoluto.
Voltaire con il suo programma illuministico ha avuto l'obiettivo di condurre sotto i lumi della ragione lo scontro tra la vecchia madamin di Torino e la superamata di Milano.
In proposito nel Candide critica la filosofia ottimistica, in particolare quella di Leibniz, che per voler giustificare tutto impedisce di capire qualsiasi cosa. Non bisogna cercare la giustificazione del mondo ma accettare il mondo così com'è. Con il bene (l'Inter) e con il male (la Juventus) che lo abitano. In fondo il bene e il male non sono emanazioni divine ma attributi storici che esprimono ciò che è utile (l'esempio di grande correttezza dell'inter) o dannoso alla società (la vocazione spesso opaca della Juve).
Voltaire ci aiuta ad interpretare questa partita, che altro non è che lo scontro fra il bene e il male. "Il miglior rimedio contro la superstizione (la Juve alla fine vince sempre) è il buon umore, l'umorismo, l'ironia, la satira, il sarcasmo". Ma c'è poco da ridere se per tutto il primo tempo nonostante le tante occasioni l'Inter non riesce a segnare.
E all'inizio del secondo tempo è il male che vince con l'unico tiro in porta di Rabiot.
La Juve prende coraggio e segna ancora con Danilo (gol che viene annullato per fallo di mano). Ma verso la fine, dopo una serie di cambi infausti la Juve trova un altro gol con il baby Fagioli.
La dimostrazione di tutto è che la ragione favorisce il male. Sempre il male.



Commenti
Posta un commento