Real Sociedad-Inter 1-1. La gatta frettolosa fa i gattini ciechi.

Agli occhi di Inzaghi il calcio appare anzitutto come fonte di diletto o svago, come vagheggiamento di piacevoli apparenze, un divertente spettacolo di passioni in movimento e contrasto. 

Tutto questo in netto contrasto con Platone, che condannava il gioco rivolto al piacevole, al quale imputava di accendere e rinfocolare le passioni del cuore anziché purificarle. Neppure lo splendore dei capolavori di Fidia e il 5-1 nel derby lo indussero ad attenuare questa condanna.

Inzaghi che, in quanto umano e allenatore, è fornito di ragione e di sensi, si situa tra il mondo delle idee e quello delle ombre. 

Nella partita con la Real Sociedad, trovando troppo faticoso elaborare un'idea efficace e innovativa per contrastare la squadra basca, ha privilegiato le ombre, ricorrendo al metodo maieutico (trovare la verità razionale contrapposta alle rappresentazioni) mettendo in campo una squadra sgangherata e raffazzonata, priva dei giocatori indispensabili, utilizzando sostituti non rodati alle asperità della Champions e non in grado di vedere, e dunque di giudicare le caratteristiche della squadra avversaria, tutta dinamismo e aggressività. 

La partita è risultata la peggiore giocare dall'Inter negli ultimi 3 anni. Alla fine Inzaghi reinserisce i titolari più titolati e i risultati si vedono. A riprova che la frettolosa decisione non è stata che un tragico errore. Beh, tanto tragico no, perché alla fine Lautaro pareggia e un punto conquistato in trasferta non è da buttar via.

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