Inter-Cagliari 2-2. Se sbaglio, sono.

Arrivati a questo punto, con sullo sfondo il vento trionfale della seconda stella, la partita con il Cagliari serve solo a confutare l’eventuale scetticismo attraverso la certezza dell’auto coscienza, anche nel dubbio, poiché se sbaglio, sono. Ed è esaltante, arrivati a questo punto, poter dire “se perdo, in casa poi, con il Cagliari, chi se ne frega. Ora ci aspetta la vera battaglia di Poitiers: il derby con il Milan, in casa Milan.”

L’incontro con il Cagliari è stato caratterizzato da una larvata apatia da parte dell’Inter che, in vantaggio per ben due volte, si fa raggiungere, anche grazie a un furto nel secondo gol del Cagliari, convalidato nonostante un palesissimo assist con un braccio. 

Sì rischia addirittura di perdere sul finire. Dunque una partita sbagliata. No, dicono gli interisti: è tutto voluto, perché si è inteso rimandare il potente verdetto del ventesimo scudetto alla elettrizzante assoluta necessità di una vittoria in casa Milan. Diabolica determinazione dell’essere Inter. 

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